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Il Peposo alla Fiorentina: un viaggio nel cuore della tradizione toscana al Ristorante Sabatini

Un piatto che trova le sue origini nel 1400, o anche prima, all’Impruneta come pasto dei ‘fornacini’, gli artigiani e gli operai che lavoravano alle fornaci del cotto e delle ceramiche. All’inizio del turno, infatti, essi mettevano una pentola di coccio vicino alla bocca della fornace e dentro ad essa dellacarne di basso pregio.

Si narra che questo piatto robusto e saporito nacque dalla necessità di cuocere la carne dura in pentole di terracotta, sigillandole con il pane raffermo imbevuto di vino rosso e pepe. Il risultato? Un piatto unico, dal sapore intenso e avvolgente.

Alla fine del 1400 gli artigiani imprunetini che lavoravano alla Cupola del Brunelleschi, in Piazza del Duomo a Firenze, utilizzavano questa cottura nelle fornaci allestite nel cantiere. Lo stesso Brunelleschi aveva autorizzato tale preparazione: per evitare perdite di tempo decise di creare due “mense” a base di robusto peposo direttamente sulle impalcature della cupola, un modo per offrire un pasto economico ed evitare, allo stesso tempo, che gli operai andassero a bighellonare nelle osterie e tornare a lavoro un po’ brilli!
Intorno al 1520 nell’area dell’Ospedale del Ceppo vennero create delle fornaci per la cottura delle ceramiche invetriate e dei mattoni. Anche in questo caso gli operai, molti dei quali venivano dell’Impruneta o comunque avevano lavorato per il Brunelleschi, realizzavano il peposo come piatto principale.

Al Ristorante Sabatini, prepariamo il peposo secondo la ricetta tradizionale, utilizzando carne di manzo di prima qualità, vino Chianti DOCG, pepe nero in grani e pane casereccio. La carne viene cotta a bassa temperatura per ore, in modo che si insaporisca lentamente e diventi tenerissima. Il risultato è un piatto dal sapore ricco e complesso, con note leggermente piccanti e un profumo
inebriante.

E allora, Buon Appetito!